Tabellino
| AVELLINO: Cecere,
Maietta, Contini, Puleo, Moretti, Bagalini, Nocerino, Tisci (al 75' Stroppa),
Morfù, Biancolino (al 62' Carnevali), Kutuzov (al 69' Millesi)
- A disposizione: Anania, Vastola, Ferraresi, Cinelli- All. Zeman |
TORINO: Sorrentino, Adami, Mandelli, Fernandez (al 63' Martinelli), Castellini, Fuser, Conticchio, Vergassola, Pinga, Fabbrini (al 57' Tiribocchi), Ferrante (al 77' De Ascentis) - A disposizione: Fontana, Balzaretti, Rizzato, Osmanovski - All. Ezio Rossi |
| Arbitro: Dondarini di Finale
Emilia Rete: Kutuzov 4'(A), Pinga 18'(T), Ferrante 58'(T), Tiribocchi 87'(T) Spettatori: 14147 di cui 6843 abbonati più 7294 paganti per un incasso complessivo di 146722,0 euro |
Note: Ammoniti Puleo, Stroppa, Nocerino e Mandelli. Espulso per doppia ammonizione Contini al 60'. Prima della gara i capitani delle due squadre, Puleo e Vergassola, sono andati a depositare un mazzo di fiori sotto la curva nord per omaggiare la memoria del tifoso napoletano, Sergio Ercolano, morto sabato scorso. Angoli 8-5 per l'Avellino, recupero 1' pt, 5' st |
Il Toro ad Avellino. Nell’aria c’è un’atmosfera
strana, la Polizia non è tantissima ma si capisce che l’atmosfera
è tesa, pesante. Le biglietterie ospiti sono chiuse e i tutori dell’ordine
ci tengono fuori al cancello, esposti al passaggio degli Avellinesi che, bontà
loro, se ne passano tranquilli lanciando solo qualche occhiata incredula più
che altro. Ci chiedono, come ci chiediamo noi, “che li tengono a fare
qui fuori? Perchè non li fanno entrare?”. Dopo varie promesse (“Entrerete
con quelli di Torino”, “Potrete entrare anche col biglietto di un
altro settore”), il responsabile dell’ordine pubblico decide di...chiudere
i cancelli e lasciarci fuori. Ci precipitiamo allora a comprare il biglietto
che il suddetto poliziotto aveva promesso di farci acquistare lì davanti,
senza rischiare ulteriormente, e ci ritroviamo nella ressa dei botteghini del
Partenio per comprare il biglietto, sperando ancora di poter entrare. Nel “combattimento”
in fila ai botteghini, non abbiamo avuto il tempo di chiederci come sarebbe
andata se al posto dei tranquilli Avellinesi ci fosse stata una tifoseria “ostile”
che si vedeva arrivare 50 tifosi ospiti disperati ai botteghini sotto la curva,
di corsa. Oltretutto arriva il boato del gol dell’Avellino e il nervoso....aumenta!
Nemmeno aver il biglietto tra le mani (non che prima volessimo
entrare gratis comunque, si chiedeva solo di poter comprare il biglietto ai
botteghini per i tifosi ospiti...), sembra essere titolo di merito sufficiente
per poter entrare a vedere la nostra squadra dopo 300 chilometri e mezza giornata
di permesso al lavoro.
Intorno al 20’, nella sua infinita clemenza e scaltrezza, il responsabile
della Polizia si rende conto che non sarebbe socialmente utile lasciare fuori
dai cancelli 50 tifosi avversari che potrebbero entrare così nei settori
dei tifosi di casa (l’avremmo ovviamente fatto pur di vedere la partita),
o nella peggiore delle ipotesi, renderli oggetti di attacchi della tifoseria
di casa che, magari, ci aveva ripensato.
Fatto sta che entriamo.
Chi è lì dall’inizio mi riferisce di un Avellino tonico
(dopo avrò modo di constatare che si vede chiara la mano del vate boemo),
e passato in vantaggio con un gran gol del bielorusso Kutuzov (giovane di proprietà
Milan ex Bate Borisov), che si libera di Mandelli e scarica un bel tiro dal
limite dell’area che batte Sorrentino. Il Toro reagisce. La palla comincia
a girare velocemente ed il Toro prende il comando delle operazioni. La differenza
tra le squadre sembra evidente e la pressione continua porta ad una facile occasione
sciupata da Fabbrini, oggi titolare. Dopo un calcio d’angolo che Mandelli
trasforma in un pericolo per noi pareggiamo: Ferrante per Conticchio che pesca
Pinga al limite, il brasiliano controlla e scarica un missile (di destro!),
alle spalle dell’avellinese Cecere, 1-1. Il Toro orchestra e dispone a
suo piacimento del campo schiacciando l’Avellino che prova a reagire con
qualche contropiede controllato bene dalla retroguardia granata, Sorrentino
compreso che fa esercizio di stile in un paio di uscite sui cross. Il rilievo
più bello è che diamo l'impressione di una grande squadra. Armonica
negli uomini equamente distribuiti tra fuoriclasse (Ferrante, Pinga e Fuser),
e buoni gregari (Vergassola, ieri immenso, Conticchio e poi DeAscentis). Inoltre
organizzata, con un bel gioco, la "fame di vittoria" e il desiderio
di imporre il gioco, mi mancavano dal Toro di Radice con Junior e Dossena, parliamo
di attitudine percarità...
Vergassola impegna severamente Cecere e la pressione fa sbandare la difesa irpina
che diventa fallosa e rischia di capitolare ma Fabbrini e Castellini non ne
sanno approfittare ma la palla è solo nostra. Pinga illumina, Ferrante
sembra ispirato, Vergassola è monumentale, Fuser è un po’
svagato, forse stanco ma il dirimpettaio in maglia verde sembra terrorizzato
e se ne sta schiacciato per cercare di limitarlo, gli altri Granata lottano
e pressano, cosa volere di più?
Invece il Toro molla un po’, si accusa forse la stanchezza della gara
di 3 giorni fa, fatto sta che l’Avellino viene fuori e Sorrentino para
bene su colpo di testa ancora di Kutuzov. Si ricorre anche ad un paio di falli
da cartellino per arginare la crescente manovra irpina. Finisce il primo tempo
sull’ennesimo calcio d’angolo battuto (male), da Pinga.
La ripresa sembra più equilibrata, l’Avellino gioca più
alto ma i centrali Granata chiudono bene. Entra Tiribocchi per Fabbrini autore
di una prova generosa ma qualitativamente non sufficiente. Prerogativa dei fuoriclasse
è risolvere partite quando la squadra sembra non farcela, allora Ferrante
controlla in area, si destreggia nella difesa che gli lascia troppo spazio e
lui indirizza un tiro mortifero di giustezza verso l’angolino dove Cecere
non può arrivare, 2-1 e Maratona itinerante in delirio!!!
Dondarini esagera applicando il regolamento alla lettera e comminando la seconda
ammonizione per un veniale fallo di mano a centrocampo a Contini che deve abbandonare
il campo, Avellino in 10. Forse proprio la superiorità numerica induce
il Toro nella facile tentazione di arroccarsi davanti l’area e spinge
l’Avellino a produrre il suo massimo sforzo. Fatto sta che le palle riversate
in area Granata diventano colpevolmente troppe (soprattutto quelle provenienti
dalla parte di Adami). Entra Martinelli per Fernandez, infortunato. Il Toro
comunque regge e con un contropiede di Fuser ha l’occasione di chiudere
ma dopo una volata solitaria di 50 metri Diego s’impappina nell’ultimo
controllo sparacchiando poi su Cecere ormai a ridosso.
L’azione in fotocopia si ripete con Tiribocchi fermato fallosamente al
limite. Dondarini stavolta sorvola, sbagliando, sulla gravità del fallo
e concede la sola punizione sprecata da Fuser. I rilanci della difesa vengono
trasformati in contropiedi micidiali da Tiribocchi che ormai fa reparto da solo
visto che Ferrante (toccato duro nel primo tempo), ha lasciato spazio a DeAscentis.
Il Tir granata però pecca troppo nelle conclusioni. L’Avellino
crea ancora qualche grattaccapo con un paio di azioni confuse ma Adami prima
e Sorrentino dopo sventano. Fuser non ha più birra nelle gambe ed affida
al centro un paio di palloni che potevano essere sfruttati meglio ma Ezio Rossi
non ha più sostituzioni da fare quindi stringe i denti. Sull’ennesima
palla rilanciata Tiribocchi si presenta ancora a tu per tu con Cecere e fortunosamente
il tiro sparato addosso al portiere finisce comunque in rete: 3-1! E’
delirio puro per noi 150 Granata, il romano quasi si vergogna di festeggiare
per il gol tutto sommato fortunoso ma l’onda dei compagni lo travolge
e lo trascina sotto di noi. Ancora un paio di conclusioni sbagliate di Tiribocchi
ed arriva il fischio finale che sancisce il filotto di 3 vittorie. Tutti i granata,
Ezione Rossi compreso, vengono sotto la curva ad esultare e festeggiare con
noi che possiamo solo ringraziare di averci ridato la dignità e la fiducia
messe a serio repentaglio nell’ultimo anno. AVANTI COSI’ TORO!!!
Pagelle:
Pagella del nostro inviato:
Sorrentino 6,5:
Incolpevole sul gran gol di Kutuzov. Per il resto è perfetto.
Adami 5+:
E’ di un'altra categoria: la C. Si impegna ma non basta, leggero e scarso.
Mandelli 6,5:
Mezzo punto in meno per la “legnosità” sul gol avellinese,
per il resto sicuro e pronto. Insuperabile sulle palle alte.
Fernandez 6:
Sembra sempre un po’ titubante ma gli attaccanti irpini non lo impensieriscono.
Acciaccato, lascia il campo a Martinelli (6,5),
che nel momento migliore dell’Avellino si cala nel clima di battaglia
e non sbanda.
Castellini 6:
Scende quando può con fortune alterne. Difensivamente è più
pronto di Adami e dalle sue parti di pericoli ne vengono pochi. Deve crescere.
Fuser 6:
Irretisce il suo avversario con la sola presenza, giocando altissimo e recuperando
quando serve. Forse è un pò stanco, nel secondo tempo crolla quando
sbaglia un gol dopo una volata solitaria di 50 mt. che gli costa mezzo voto.
Conticchio 6+:
Taglia e cuce inoltre pesca Pinga per il pareggio.
Vergassola 7,5:
Signore e padrone del centrocampo, se la palla arriva dalle sue parti è
roba sua. Ruba, imposta, pressa, lotta. Il capitano che vorremmo sempre.
Pinga 7:
Trequartista vero, gol da incorniciare con controllo e missile di destro (!).
Mai lezioso se non nel secondo tempo, giustamente, con un occhio al cronometro.
Per il resto della gara illumina la scena con giocate di classe e financo recuperando,
quando serve.
Fabbrini 6:
Lotta e corre ma qualitativamente non riesce a fornire lo stesso apporto. Attaccante
di categoria. Fa spazio a Tiribocchi (6,5), voto
risultante dalla media del 7,5 fino al limite dell’area (devastante),
e del 5,5 sulle conclusioni verso la porta.
Ferrante 6,5:
Pur non dannandosi è in serata di grazia. Belle aperture per i compagni
di reparto e appena la difesa gli lascia colpevolmente un metro in cui aggiustarsi
il pallone lui lo infila in un angolo in cui sembrava impossibile arrivare.
Toccato duro nel primo tempo lascia il campo per DeAscentis
(6), che irrobustisce il centro del campo facendo quel che sa fare meglio, pressare
e rubar palla, facendolo bene nel tempo in cui è in campo.
Ezio Rossi: ha ridato dignità al Toro impostandolo
per vincere e il modo in cui tutta la squadra sembra essere “squadra”
appunto è dovuto a lui. Il lavoro più grande lo sta facendo sulla
mentalità . Proprio quel che serviva dopo anni passati ad attendere quel
che veniva. Bellissimo vedere come tutti i compagni partecipino alle gioie dei
singoli.
Se queste son le premesse attendiamo fiduciosi la fine del rodaggio!!!