Tabellino
| GENOA: Gazzoli,
Gregori, Baldini, Chini, Cordone, Cavallo (30'st Colasante), Boisfer,
Feussi, Mascara, (37'st D'Isanto), Caccia, Colacone (21'st De Francesco).
A disp.: Barasso, Criscito, D'Antoni, Colurcio. All. Roberto Donadoni. |
TORINO: Sorrentino, Martinelli, Mandelli, Fernadez, Castellini, Conticchio, Walem (33'st Masolini), Vergassola, Tiribocchi (3'st Frezza), Ferrante, Pinga (21'st Rizzato). A disp.: Fontana, Mezzano, Balzaretti, Osmanovski. All. Ezio Rossi |
| Arbitro: Cruciali di Pesaro. Rete: 9' Tiribocchi |
Note: ammoniti Conticchio, Boisfer, Frezza e Caccia. Presente in tribuna Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino. |
Visualizza le foto del gol di Tiribocchi
Come annunciato una numerosa e chiassosa cornice di pubblico ha invaso il
Luigi Ferraris di Genova per la prima partita stagionale in Coppa Italia,
valida per la prima fase a gironi.
I tifosi genoani hanno riempito la nord al meglio e hanno preparato le loro
ugole in vista del primo match di Campionato, i tifosi del Toro presenti allo
stadio erano più di 3000 provenienti da Torino e provincia e dalla
riviera ligure.
Un'altra tappa di un gemellaggio storico tra due tifoserie ritenute tra le più passionali del panorama italiano.
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Voti di TUTTOSPORT Sorrentino 6.5 |
Voti della GAZZETTA |
Sorrentino 6 |
Il nuovo Torino di Ezio Rossi esordisce con una vittoria nel primo impegno
ufficiale dell’anno, ma la squadra non cancella alcuni dubbi che già
aveva manifestato nelle precedenti amichevoli estive.
Il gol arriva molto presto: al nono minuto, quando Tiribocchi si libera con
classe del suo marcatore Gregori e piazza il pallone nell’angolo alla
sinistra del portiere rossoblu Gazzoli.
Cinque minuti dopo è la volta di Pinga, che colpisce il palo su splendido
calcio di punizione. Poi più nulla, o quasi.
Tradizionalmente, il Toro ha sempre faticato nei turni estivi di coppa Italia,
pur giocando con squadre di categoria inferiore, e anche in annate in cui
ha potuto schierare formazioi ben più temibili di quella attuale ha
rimediato a volte delle vere e proprie figuracce.
In questo caso non è andata male, ma a fine partita rimane comunque
una sensazione di incompletezza sia dal punto di vista tecnico della squadra,
che dal punto di vista tattico, dove i giocatori paiono non ancora precisi
nell’applicazione degli schemi dettati dal mister. Certo i pesanti carichi
di lavoro impostati dal nuovo staff tecnico granata hanno sicuramente appesantito
le gambe e, di conseguenza, appannato le idee della squadra, spesso in affanno
in difesa e a centrocampo contro una compagine solo teoricamente di categoria
inferiore (questo Genoa, infatti è figlio ibrido del patron Preziosi,
il quale in cuor suo ancora spererebbe di poter iscriversi alla serie B).
Lacune si sono intraviste soprattutto in difesa, dove Fernandez conferma pesantezza
di movimenti e ruvidezza tecnica (anche se essendo un giocatore di gran stazza
sicuramente fatica più degli altri ad entrare in forma) e sulle fasce
laterali (la sinistra dello schieramento granata, soprattutto) da dove sono
giunte diverse palle-gol per i genoani, spesso poco fortunati in fase conclusiva.
Per quanto riguarda Fernandez, a guardarlo giocare in questo momento c’è
da sperare che non sia questo il giocatore segnalato dagli osservatori granata,
e che non sia stato ingaggiato solo per il suo basso compenso, tanto per mostrare
alla piazza un minimo di movimento su un mercato in cui giocatori italiani
di pari livello hanno comunque un peso finanziario molto più elevato
rispetto all’argentino.
Il problema del settore sinistro della difesa ha invece radici ben più
datate, e risale al campionato in cui venne acquistato e quindi schierato
un difensore sinistro, tal Paolo Castellini. Tutti gli allenatori, da Camolese
in poi, hanno dovuto prima o poi affrontare questo problema, ognuno cercando
di porvi rimedio con tattiche diverse.
Paradossalmente, il problema era stato (quasi) risolto nel corso della scorsa
stagione dei granata, in cui finalmente Castellini è statto spesso
schierato in realtà come esterno di centrocampo, di fronte ad una difesa
a tre, con Mezzano a coprirgli le spalle. In questo modo, il buon Castello,
già di per se deboluccio infase costruttiva/ offensiva, ha almeno evitato
di provocare danni irreparabili alla difesa (anche se spesso Mezzano si è
trovato a fronteggiare più attaccanti avversari, dato che Castellini
veniva regolarmente saltato) come ad inizio stagione e nel precedente campionato
di B.
Le perplessità riguardo al centrocampo sono invece di natura fisico
/ stutturale: se infatti dal punto di vista tecnico, il trio Walem-Vergassola-Conticchio
offre ampie garanzie, così non è dal punto di vista del peso
specifico (nessuno dei tre supera infatti il metro e ottanta e gli ottanta
chili di peso), con conseguenti lacune in fase di copertura, soprattutto nel
gioco aereo.
Piacevoli conferme arrivano invece dal reparto offensivo, dove accanto al
solito Ferrante si segnala il felice rientro degli ex “senesi”
Pinga e Tiribocchi, ora maturi e pronti a rendere al 100% sia dal punto di
vista fisico che caratteriale.
In definitiva Ezio Rossi ha ancora parecchio da fare, per modellare la squadra
in base al suo credo tattico, ma siamo sicuri che il nuovo tecnico abbia la
preparazione giusta e la determinazione necessaria per portare a buon fine
il suo compito.
La redazione di Universo Toro (a cura di Mario e Roberto)