Ribelli
Questo è un termine che mi piace. Anche perché,
in fondo, tutti noi granata un po', lo dobbiamo essere, per necessità,
per sopravvivenza.
Peccato che in questi giorni vengano chiamati ribelli anche personaggi che con
i veri ribelli hanno poco a che fare, quali molti presidenti e patron di società
di calcio che sino a ieri sono stati parte integrante e consenziente e (peggio)
adulante del sistema. Troppo facile per noi pensare ai nostri vertici societari,
da sempre zerbini di fronte al palazzo del calcio.
Peccato poi che, in questa situazione, si sia pure costretti a dare ragione
a chi vorremmo vedere lontano e subito dal calcio (quello vero, non questo)
che tanto amiamo.
Per noi questa però potrebbe essere anche la grande
occasione, la possibilità di vedere finalmente il crollo di questo mondopallone
corrotto e servo del potere, che tanto rispecchia la nostra Italia, nella speranza
di poter ripartire da qualcosa di nuovo, più vero e più serio.
Ci siamo domandati, spesso ed in molti in questi giorni, su cosa fosse giusto
fare nella "allegra" situazione che stiamo vivendo.
Credo che questo sia veramente il momento di tirare fuori il ribelle che sta
dentro di ognuno di noi ed urlare con tutta la nostra forza la nostra volontà
di perseverare su questa strada, di aspettare ancora per vedere correre il pallone
sul prato verde (sono in astinenza da calcio giocato) e continuare a dire di
no alle porcate di Lega e Federazione.
Credo sia il momento di dare il nostro contributo, quello di tutti gli amanti
del calcio, per far crollare questo mondo corrotto e poterlo far ripartire da
zero. Sarà dura, molto dura, perché di fronte non abbiamo solo
il palazzo ma anche tutta la massa di pseudotifosi biancorossoneri incapaci
di vedere oltre le ruberie delle loro squadre. Ma questo non può e non
deve spaventarci, perché noi siamo il Toro e le cose impossibili sono
il nostro pane quotidiano.
"Non è tempo per noi", questo pezzo di Ligabue mi torna sempre
più frequentemente in testa, questo non è il nostro mondo, sta
a noi batterci per fare in modo che lo diventi, che diventi nuovamente "Tempo
per noi".
Fratelli, questo è un bivio, o si rialza la testa e si dà sfogo
al ribelle per far tornare il calcio quello che era, quello che per noi ancora
deve essere. Oppure si sta zitti e ci si adegua ai gobbi.
Ottavio Sessa alias "Toro"