Tabellino

TERNANA: Brunner, Nicola, Paci, Scarlato, Terni, Ferrarese (al 90' Adesinha), Kharja, E.Brevi, Jimenez (al 75' Pesaresi), Zampagna, Borgobello (al 61' Frick) - A disposizione: Berni, Grava, Giampà, Frara - All. Beretta
TORINO: Sorrentino, Martinelli (al 77' Adami), Mandelli, Fernandez, Castellini, Fuser, Conticchio (al 26' De Ascentis), Vergassola, Pinga, Tiribocchi, Ferrante (al 68' Fabbrini) - A disposizione: Fontana, Galante, Frezza, Osmanovski - All. Ezio Rossi
Arbitro: Palanca di Roma
Rete: -
Spettatori: 10924 di cui 6385 paganti più 4539 abbonati per un incasso complessivo di 102810 euro

Note: Ammoniti Conticchio, Zampagna, Castellini e Ferrarese. Espulso Fabbrini. Angoli 4-2 per la Ternana, oltre 500 tifosi del Toro presenti al Liberati, pioggia incessante per tutti i 90 minuti.

Scontro tra squadre lanciatissime ed ambiziose al “Liberati” di Terni.


I Granata vanno infatti a far visita alla Ternana dell’emergente tecnico Berretta, reduce da un’ ottima annata e più che mai decisa a tentare l’assalto alla serie A, impresa riuscitale negli anni ‘70 grazie all’innovativo “gioco corto” dell’atipico allenatore di allora, Corrado Viciani.
Il big-match con il Torino provoca amari ricordi ai tifosi rossoverdi, che non hanno dimenticato nè digerito la sfida con il Toro dei record di Camolese, vinta per 1-0 dai Granata, ma molto contestata dai padroni di casa per un presunto fallo da rigore su Grabbi non rilevato dall’arbitro.
Molto più labile la memoria di ternani sul ripescaggio che li beneficiò l’anno scorso, ai danni della Fiorentina retrocessa d’ufficio in C2: il presidente Amerini è stato uno dei più intransigenti fautori del boicottaggio alle ripescate di quest’anno, fra cui proprio la Viola.
Brutta serata, pioggia ad intermitenza, stadio non pieno, rappresentanza di tifosi Granata non numerosissima ma rumorosa.
Si parte, ed il Toro è subito pericolosissimo con un sinistro rasoterra di Pinga, che sibila a due spanne dal palo alla destra del portiere umbro Brunner.
La Ternana inizia a macinare un gioco abbastanza monotono, ma di buon possesso territoriale. A centrocampo Brevi dirige le danze, dettandone i ritmi. Il suo duello con Conticchio si propone subito come il più scintillante, e il centrocampista Granata subisce il primo cartellino giallo della partita proprio per un fallo su Brevi.
Break del Toro verso il quarto d’ora. Prima una punizione di Pinga, dal vertice destro subito fuori dall’area: tiro tagliato di interno sinistro, ma palla tra le braccia di Brunner.
Poi un lampo, una di quelle azioni a cui questo Toro ci sta finalmente abituando: Pinga da centrocampo per Tiribocchi sulla trequarti ternana, tocco di prima sulla destra, e Ferrante dai venti metri arriva in corsa e spara al volo abbondantemente a lato. Il tutto in un secondo, con gli umbri a guardare.
Un’altra punizione pochi minuti dopo, questa volta spostata più sulla sinistra. Tocco per il Tir, tiro potente ma a lato sulla destra di Brunner.
In occasione della punizione, il centravanti ternano Zampagna - che dal primo minuto si era contraddidtinto per la sua litigiosità - era stato ammonito per proteste.
Nell’ennesimo scontro a centrocampo ta Brevi e Conticchio il Granata ha la peggio. Evidente la gomitata del ternano, che colpisce ad un occhio Conticchio, il quale prova a rimanere in campo, ma dopo qualche minuto è costretto ad uscire, lasciando il posto a De Ascentis.
Verso metà tempo, prima occasione per la Ternana, con tiro di Zampagna abbondantemente fuori bersaglio.
La partita è piacevole, al maggior possesso palla della Ternana il Toro risponde con azioni di grande qualità e velocità.
Verso la mezz’ora, Fuser fa un copia&incolla dell’azione che aveva portato al raddoppio di Ferrante col Palermo: irresistibile accelerazione sulla destra, con un paio di funambolici dribbling , poi - dal fondo - un cross basso a rientrare sul limite dell’area su cui si avventa Pinga, che tira di sinistro mirando all’angolino basso alla destra di Brunner, che però è ben piazzato, si distende in tuffo e blocca.
Sul rovesciamento di fronte la Ternana si procura un corner. Ezio Rossi conosce benissimo l’abilità degli umbri sule palle ferme, e sembra aver ben catechizzato la difesa: la palla arriva allo spilungone Paci, che però è troppo defilato sulla sinistra, ed il suo colpo di testa sottomisura è debole e finisce a lato.
Clamorosa occasione sciupata dal Toro pochi minuti dopo: Fuser viene imbeccato in area, sulla destra. Il pallone è a mezz’altezza e Diego lo colpisce di destro al volo, schiacciandolo per terra per evitare un tiro alle stelle. La palla dopo il rimbalzo s’impenna, ingannando i difensori ternani, e atterra dolcemente sui piedi (piedi?) di Tiribocchi, che non riesce a deviarla nella porta vuota, ma la tocca sporca senza influire sulla traiettoria che prosegue verso il fondo presso il palo destro di Brunner. Arriva come un missile dalla sinistra Pinga in scivolata, e colpisce di piatto sinistro dal basso in alto: palla alta di un palmo sul 7.
La Ternana riprende a macinare il suo gioco, reso un po’ più fantasioso solo da alcune brillanti giocate del giovanissimo cileno Jimenez.
Colpo di testa a spiovere di Zampagna. Sembra alto, ma all’ultimo momento Sorrentino si accorge che è nello specchio, e con un colpo di reni lo devia in angolo.
Poco dopo un tiraccio alto di un difensore ternano. All’ultimo minuto, altro contropiede fulminante del Toro: lancio di 50 metri di Pinga, una parabola euclidea su cui arriva quale vettore tangente il Tir a velocità supersonica. Il teorema non si chiude col necessario corollario del gol soltanto perché il Tir colpisce non di collo pieno, ma di esterno collo, e il pallone finisce molto distante dalla porta alla sinistra di Brunner. Il tempo si chiude.
Dopo l’intervallo, la situazione metereologica precipita. La pioggia si trasforma in diluvio, e dopo pochi minuti il pur eccellente terreno di gioco diventa una palude immonda.
Il gioco è continuamente spezzettato, gli inteventi dello strano veicolo portabarelle sono sempre più frequenti, gli strenui sforzi dei 22 in campo spesso sortiscono risultati al limite del comico, con il pallone che ora accelera sull’erba bagnata, ora si ferma in una pozzanghera, rendendo impossibile regolare lanci e passaggi.
La Ternana, però, appare più portata dei Granata alla pallanuoto, e continua a mantenere il proprio predominio territoriale. Senza grosse occasioni, a dire il vero.
Una brutta punizione di Borgobello non supera la barriera, poi è nuovamente Fuser ad impazzare sulla destra crossando per Ferrante, che anticipa il difensore ma spara altissimo al volo di destro.
Verso metà tempo, contestatissimo contatto in area Granata tra Pinga e Ferrarese. I numerosi replay mostrano come vi sia stato un lieve contatto di spalla, con Ferrarese che irrigidisce e blocca la gamba sinistra quasi fosse stata presa in una tagliola per grizzly, tuffandosi poi con dubbio stile nella piscina del “Liberati”. Proteste vibratissime dei ternani, ma arbitro irremovibile.
Continua il batti e ribatti nel pantano, con sceene mai viste di difensori che debbono alzarsi la palla in palleggio per poter rinviare.
La Ternana preme ma non è mai pericolosa, il Toro subisce ma non è mai in affanno.
A dieci minuti dalla fine, il guardalinee vede un intervento scorretto di Fabbrini, a palla lontana. Richiama l’attenzione dell’arbitro che espelle il Granata.
La partita finisce dopo 4 minuti di recupero.

Cleomene



Pagelle:

Pagella del nostro inviato:

Sorrentino 6.5: Sempre sicuro, forse un po’ troppo, a volte, nel giudicare fuori i tiri degli avversari. Ma quando il giudizio si rivela sbagliato, come nel caso del colpo di testa di Zampagna, è prontissimo a recuperare la posizione e a intervenire opportunamente. Nel secondo tempo, saggiamente, non rischia la presa col pallone-saponetta, ma usa, e bene, i pugni.

Martinelli 6: Molto bene nel primo tempo. Attento, puntuale nel sostegno a Fuser, sbrigativo quando ci vuole. Anche abbastanza preciso. Va un pò in affanno nella palude del secondo tempo, e viene sostituito da

31' st Adami s.v.: Credo che abbia toccato un solo pallone, tra una vasca e l’altra.

Fernandez 6.5: Granitico, sembra lento ma andargli via non è facile. Sornione, pare giochi in “surplace”, ma è capace di aperture illuminanti, che alterna con sparacchiate in tribuna che farebbero la felicità non solo di parroci, ma anche di vescovi e cardinali.

Mandelli 7: Un baluardo, noto incrocio tra baluardo e pilastro. Semplicemente insuperabile. Di testa le prende quasi tutte (le altre sono di Fernandez), sa usare sciabola e fioretto, ha carisma, chiama benissimo la difesa, è un leader galvanizzante. E Legrottaglie gioca in Nazionale...

Castellini 5.5: Forse il peggiore. Non fa valere la sua riconosciuta freschezza atletica, non cerca mai il fondo per i cross, si distrae in copertura. Mi aspettavo di più da lui nella palude.

Fuser 7: Immenso Diego, l’unico autentico atleta in campo, cum classe. Mira sempre l’uomo, spesso lo salta, le sue discese sulla destra sono una sinfonia, un crescendo di emozione, e ci dovrebbe essere una regola che impone il gol quale loro epilogo necessario. Uno dei pochi abili a giocare anche con palla alta, alcuni palleggi nell’acquitrino sono stati una delizia.

Vergassola 6: Perno di centrocampo. Tante palle recuperate, tanto lavoro di quantità, riservando la riconosciuta qualità per terreni migliori.

Conticchio 6: Scintille con Brevi, viene ammonito e poi esce in barella per una gomitata ben più maligna di quella invisibile di Fabbrini, ma non punita. Mi è sembrato ben disposto agli inserimenti nei pochi minuti giocati.

25` pt De Ascentis 6.5: Dovremmo allagare il Delle Alpi, come faceva l’Avellino col Partenio ai tempi gloriosi, per vedere sempre un cagnaccio così cagnaccio. Si trova nel suo ambiente, ramazza e mazzola a destra e sinistra, conquista enormi quantità di palloni, che pesso poi perde, ma fa niente.

Pinga 7: Ma cos’è? Un drago, o un extraterrestre. Attacca, difende, illumina e copre, le prende e picchia, salva in difesa e suggerisce in attacco. Si adatta perfettamente al clima e alle esigenze della squadra, sciorina giocate di classe pura e poi si sfianca in recuperi favolosi. Cerca di restituire alla rete il pallone negatole da Tiribocchi, ma non ci riesce per millimetri.

Ferrante 5.5: Non è il suo terreno. Prova due deviazioni difficilissime con scarso esito. Incide poco. Ma ogni volta che si muove, si porta sempre via due uomini, aprendo spazi che dovrebbero essere meglio sfruttati.

21' st Fabbrini s.v.: Non ho visto la gomitata che ne ha provocato l’espulsione. Peccato. L’atmosfera appariva quella giusta per il Toro di Pinerolo.

Tiribocchi 6: Difficile dargli un voto. Corre come un pazzo, quando parte sembra in grado di spaccare tutto, ma non la mette dentro. Un gol divorato, un tiro - su assist di Pinga - coraggioso ma...demoralizzante, ma dalla sua un lavoro sovrumano, quasi sempre solo contro i marcantoni umbri.

Allenatore Rossi 7.5: Squadra messa in campo perfettamente. Appariva chiaro come ognuno sapesse molto bene cosa fare. Perfettamente padrone della situazione. Ad un certo punto, mi sono chiesto perché non facesse smettere di piovere...

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