Grazie Nonno Tonino!

Birzebbuga, Malta Settembre 1975:
Sono in casa dei nonni, sono circa le sei di sera e tutti i maschi della famiglia sono seduti davanti alla vecchia Schaub-Lorenz in bianco e nero. La tv a colori a quell'epoca era ancora un miraggio lontanissimo per famiglie come le nostre. Aspettiamo con ansia, come ogni domenica pomeriggio, la faccia simpatica di Paolo Valenti e le prime immagini di quella domenica di campionato. Mio nonno Tonino, da sempre tifoso nerazzurro, seguiva con accanimento l'Inter ed e` stato lui a generare in me la passione per il gioco piu` bello del mondo. Mio papa` seguiva senza troppa passione il calcio italiano essendo stato da sempre tifoso dell'Arsenal. Noi maltesi siamo fatti cosi`. Calcisticamente siamo divisi come il peggior apartheid creato dai boeri sud africani. Chi tiene per le squadre di sua maesta`, prime fra tutte il Manchester United, il Liverpool e per l'appunto i Gunners di Londra, e chi come mio nonno giura fedelta` assoluta ed incondizionata ad una delle squadre della Serie A. Io a quell'epoca avevo quasi sei anni, ero ancora senza squadra, ero un atifoso, il calcio mi sembrava interessante ma nulla piu`. Preferivo piu` praticarlo con i miei amici sulla spiaggia o per strada, a quell'epoca ancora piuttosto liberi dal traffico.

Ecco pero`, adesso c'e` Valenti, stiamo per partire. Il nonno attende il risultato dell'Inter con impazienza, mio padre sonnecchia sulla poltrona. Non mi ricordo se l'Inter avesse vinto, perso o pareggiato quel giorno. Mi ritorna in mente pero` che ad un certo punto, nonno Tonino mi disse, "Guarda Ian, li vedi questi con la maglia scura? E` il Torin (Torino in maltese). Quando ero all'eta` del tuo babbo, questa squadra qua`, usava la magia per segnare e battere gl'avversari". A questo punto drizzai le orecchie. Bella questa! Giocatori che usano trucchi magici in campo come fa Silvan il mago sulle trasmissioni Rai! "Ma nonno come facevano?" io gli chiesi. "Eh, sai erano davvero undici maghi in campo. Nascondevano il pallone agli avversari, facevano i gol piu` belli. Eppoi avevano un portiere che per non prendere i gol volava cosi` in alto, che quasi quasi arrivava a superare la traversa." "Quindi erano bravissimi calciatori nonno." "Ian, era la squadra piu` forte di tutti i tempi. Ma dopo qualche anno, paff! si sono come volatilizzati, spariti." " Come, spariti?!" gli chiesi. Mi ricordo che a quel punto il nonno cambio` discorso e del Torin non mi parlo` piu`. Dopo tanti anni gli ho poi chiesto perche` si era fermato sul piu` bello di quella storia degli undici maghi. Ero grande e sapevo gia` della tragedia di Superga. Mi disse solo che non gli sembrava giusto che dopo avermi raccontato una delle piu` belle favole calcistiche, rovinarmi il tutto con la becera realta`. A quel punto capii che mio nonno mi aveva trasmesso qualcosa di unico, il romanticismo sportivo che si incarna cosi` bene nello spirito del nostro Toro.

Curva Maratona, Torino settembre 1989:
Scende il bandierone granata quello col cuore al centro, quello che copre tutta la curva. Io sono li` proprio sotto il cuore. Il cuore di stoffa ce l'ho sopra la mia testa, lo sfioro con il palmo della mano come se fosse una reliquia sacra. Il cuore della Maratona, batte fortissimo al ritmo de "La Gente vuol Sapere ...", il Toro strapazza gl'avversari in quella partita. Sette gol a zero. Non si vinceva cosi` dai tempi de La Squadra degl'Undici Maghi di nonno Tonino. In quel momento ho capito che esistono i tifosi di calcio e i tifosi del Toro. Io sono uno del Toro. Ci ho messo sei anni per arrivarci. Quel giorno di settembre 1975, quando nonno Tonino mi parlo` del Toro per la prima volta era solo un battesimo, importante si` ma solo il battesimo. La consacrazione e` venuta quattordici anni dopo al Comunale, in curva vedendo giocare Toro-Pescara.

Ian Scicluna alias Granata maltese

Ritorna alla homepage