Protagonista della settimana
Johan Walem


Il giocatore, fulcro della nazionale belga, è stato il miglior acquisto del Toro di quest’anno (probabilmente anche degli ultimi anni, forse dopo Pinga) ma sta patendo più del dovuto la dura preparazione atletica impostata dallo staff tecnico granata.



Johan Walem con la maglia della Nazionale Belga

Johan Walem in allenamento

Per lui si sospetta una pubalgia, e speriamo che il giocatore non debba necessariamente sottoporsi ad un intervento chirurgico che ne allungherebbe notevolmente i tempi di recupero, e potrebbe comprometterne il corretto inserimento negli schemi di squadra nella prima parte della stagione.
Johan Walem ha un curriculum di buon profilo: dal 1991 al 1997 è stato elemento insostituibile dell’anderlecht, in cui si mise in luce per la versatilità e l’ordine delle geometrie che riusciva a costruire in campo.

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Ben presto venne poi convocato in nazionale, con cui ha avuto sempre un ruolo di primo piano sia nei campionati europei che nei campionati mondiali, dove vanta anche il sigillo di una rete.

Dalla stagione 1997 al 2001 la sua prima avventura italiana, tre anni nell’udinese e uno nel parma, e Johan si è definitivamente consacrato come uno dei pochi puri registi rimasti in europa, contrassegnando le sue prestazioni con votazioni sempre ben oltre la sufficienza, anche se a volte un po’ carente in fase realizzativa.
Con queste due compagini, infatti, Walem ha sempre ottenuto ottimi piazzamenti in classifica, guadagnandosi spesso l’ingresso nelle competizioni continentali per club.


Nel 2001 Walem lascia l’Italia per far ritorno nel suo Belgio, in uno standard Liegi ormai un po’ decaduto e in cattive acque economicamente, squadra che lascerà presto anche a causa delle inadempienze economiche della società.
Da fine luglio il suo ingresso al Torino, dove Johan ha deciso di cercare un ulteriore conferma della sua buona carriera accettando con entusiasmo un ruolo centrale nel nuovo assetto della compagine granata.


Contiamo molto su di lui perchè dia equilibrio e velocità alla manovra in campo, contribuendo ad una pronta risalita del Torino verso posizioni più consone nel panorama calcistico.