Un anno magico
Gli anni settanta sono assai significativi per la storia
recente del Toro perché annoverano tra le loro stagioni l'ultimo scudetto,
quello della stagione 1975-76, arrivato dopo oltre 25 anni dall'ultimo conquistato.
Le premesse c'erano già state nel campionato 1971-72, quello in cui
Gustavo Giagnoni sedette sulla panchina granata e quello in cui il titolo
sfuggi di un nulla e anche per molte decisioni arbitrali discutibili. Ma la
gente granata cominciò a stringersi intorno a quella squadra nella
quale i vari Pulici, Sala, Mozzini e Castellini stavano facendo le "prove"
scudetto, arrivato poi qualche stagione dopo.
Nell'estate del 1973 arrivò in granata un certo Francesco Graziani,
ai tempi ancora un po grezzo ma con un cuore grande così.
Giagnoni se ne ancdò al Milan e sulla panchina, prima di Gigi Radice,
sedette per 2 stagioni Edmondo Fabbri. Alla seconda stagione insieme i "gemelli
del gol" segnarono ben 30 reti in 2. L'apoteosi venne raggiunta nella
stagione 1975-76 al Comunale in occasione del pareggio interno col Cesena
per 1-1 avvenuto dopo ben 14 vittorie in altretatnte partite interne, che
ci permise di conquistare il nostro ultimo scudetto.
Torino - Cesena del 16 Maggio 1976
Il 16 maggio 1976 ero ancora il collaboratore del "Guerin Sportivo" di Italo Cucci, un corrispondente da Torino alle prime armi, forte soprattutto della incontenibile smania di scrivere di calcio. Quando mi affacciai in tribuna-stampa, a un'ora dall'inizio della partita, vidi davanti a me una gigantesca macchia granata, che vibrava sui corpi di oltre 70 mila anime toriniste. La Curva Maratona, a sinistra, sembrava una tavolozza monopolizzata da un colore, ed ogni coro evocava l'attesa per uno scudetto lunga 27 anni, dal fragore dello schianto del Grande Torino. Era il giorno di Torino-Cesena, trentesima giornata del campionato 1976, e la classifica, prima del fischio d'inizio, recitava: Torino 44, Juventus (impegnata a Perugia) 43. Radice schierava: Castellini in porta, Caporale, Santin e Mozzini in difesa, Patrizio Sala, Pecci, Zaccarelli e Salvadori a centrocampo, Claudio Sala rifinitore, Graziani e Pulici in attacco. Dall'altra parte, agli ordini di Marchioro, c'era la squadra-rivelazione del torneo (alla fine sesta), con Boranga fra i pali, Cera libero e Frustalupi regista, un cronometro di precisione elvetica. Per 65 minuti, vissuti piazzando il cuore in gola e le radioline all'orecchio, il Torino fu l'ombra di se medesimo, con i giocatori paralizzati dall'emozione di una occasione unica. Poi, al 21' della ripresa, Graziani sembrò volersi scrollare di dosso quintali di tensione, e a testa bassa, quasi ad occhi chiusi, crossò un pallone dalla fascia sinistra. Pulici si gettò in tuffo a pelo d'erba, e con lui Danova, entrambi alla ricerca della sfera, saettante come un proiettile, sulla quale Paolino arrivò con un millesimo di anticipo. Fu il gol-scudetto, e dietro la porta decine e decine di persone, fotografi e finti fotografi, raccattapalle e finti raccattapalle, volarono addosso a Pulici, rapito dal rabbioso raptus di euforia. La partita finì 1-1, con autorete di Mozzini 10 minuti dopo, ma la Juventus perse per 1-0 a Perugia, e quel Torino poté ricongiungersi, idealmente, alle glorie dello squadrone di Valentino Mazzola. Corsi da mia madre in ospedale, dove assisteva la nonna ammalata, la caricai sull'auto, e le regalai il giro più bello dai tempi della giovinezza, trascorsa sulle gradinate del Filadelfia. La gente di Torino, così incupita e così angosciata dagli anni di piombo, impazzì di gioia, riversandosi per una volta nelle piazze senza il suono tetro degli slogan politici. E a quanti guardarono verso Superga, nella luce sempre più fioca del tramonto domenicale, la collina non parve più una minaccia, ma una collina: soltanto una collina, e basta.
TUTTE LE GIORNATE DEL CAMPIONATO 1975/1976
La squadra
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| 21 Pulici (Torino) 15 Graziani (Torino) 15 Bettega (Juventus) 14 Savoldi (Napoli) 13 Calloni (Milan) 10 Boninsegna (Inter) 10 Desolati (Fiorentina) 9 Massa (Napoli) 8 Chinaglia (Lazio) 8 Urban (Cesena) 8 Chiodi (Bologna) 8 Clerici (Bologna) 8 Saltutti (Sampdoria) |
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CLASSIFICA
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