Pulici e Graziani
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Anche oggi, a distanza ormai di un quarto di secolo, è difficile "pensarli" separatamente, come se la storia del calcio li avesse uniti in eterno, trasformandoli nella fiamma ardente del focolare granata. Pulici e Graziani, Graziani e Pulici: due cognomi che si pronunciano musicalmente, al pari di una filastrocca, e hanno la forza di evocare la voglia di vincere di chi, negli anni settanta, osava sfidare la superbia padronale della Vecchia Signora. I "gemelli del gol" sono un grande cuore che batte ancora, l'emblema di un tramendismo torinista che rappresentava l'agonismo spinto ai limiti della mitologia bellica, laddove il giocatore diventa guerriero e la squadra esercito. Paolino Pulici era pura energia esplosiva, coordinazione felina al servizio del gol; Ciccio Graziani era limpida potenza altruista, generosa incisività al servizio del collettivo. Quando partivano in verticale verso la porta, sul campo dello Stadio Comunale, sapevano guardare al di là del portiere avversario, e sintonizzarsi anima e corpo con migliaia di sguardi stipati in Curva Maratona. Loro da una parte e la Curva dall'altra, lasciando in mezzo il pallone e i difensori rivali, che restavano schiacciati in una implacabile morsa emozionale, quasi predestinati al rito del gol subito. In quell'epoca, forse un po' troppo disinvoltamente, si identificavano gli ultras bianconeri con l'impeto reazionario, e gli ultras granata con il fervore rivoluzionario, anche se in realtà, negli spogliatoi di mister Radice, la politica entrava solo di rado. Pulici e Graziani interpretavano questa voglia di stare insieme, cambiare il mondo con giovanile trasporto, come se nulla fosse precluso, a patto di cercarlo con la massima determinazione possibile. Oggi Paolino ha scelto l'anonimato della propria casa, dopo avere sconfitto una malattia più spietata di qualunque stopper; Ciccio, invece, ha scelto la visibilità, decidendo di restare nel calcio professionistico al timone del Catania. Uno ha i capelli bianchi, e l'altro non li ha più, ma i tifosi del Torino, e non solo anziani, ricordano le loro folte chiome dei tempi che furono, quei ciuffi sventolanti in corsa come bandiere. Pulici e Graziani, Graziani e Pulici: eroi di un fumetto che nessuno ha mai scritto, ma che ogni tifoso granata può immaginare e far suo. |
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